Calabria

La Calabria, penisola dell’Italia meridionale, è una regione caratterizzata da centinaia di chilometri di coste molto varie, da bellissime montagne, da gole e fitti boschi e da centri abitati arrampicati su costoni rocciosi.

L’aspetto vario del paesaggio ne fa una terra di forti contrasti: ora ridente, ora severa e talvolta anche abbandonata. In origine l’attuale terra calabrese fu denominata “Italia” forse in onore del re Italo che tanto aiutò quelle popolazioni primitive, ammaestrandole a coltivare la terra e ad allevare il bestiame; poi fu chiamata .Brutium con la distinzione di Bruzio e Magna Grecia: con il nome Bruzio fu indicato il territorio montuoso abitato dall’antica popolazione dei bruzi, e con il nome Magna Grecia fu indicato il litorale popolato da quei greci emigrati, fondatori di bellissime colonie. Dopo un certo periodo di splendore, il Brutium, in seguito alle lotte tra le diverse colonie e tra le colonie e l’antica popolazione italica, si avviò verso la rovina e, dopo aver perduto la sua autonomia in seguito alla sconfitta delle guerre puniche, cadde sotto il dominio romano seguendone pertanto le sorti durante la decadenza dell’Impero.

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Nel IX secolo dell’era volgare, la Calabria fu funestata da numerose scorrerie saracene che spinsero la popolazione litoranea a cercare riparo verso l’interno della penisola e poi, nella prima metà del X secolo, fu occupata dagli Arabi e in seguito dai Bizantini, i quali chiamarono Calabria tutto il territorio ad essi sottoposto.

Alla dominazione dei Bizantini seguì quella dei Normanni, che introdussero il sistema feudale, facendo registrare profonde trasformazioni in campo amministrativo e notevoli segni di ripresa in campo socio-culturale. Dopo i Normanni giunsero gli Svevi che diedero inizio ad un periodo di buone attività economiche, interrotte purtroppo dalle dominazioni angioina e aragonese prima, e da quelle spagnola e borbonica poi.

Tuttavia non si può non affermare che la presenza di popolazioni diverse non abbia lasciato molte testimonianze di notevole rilevanza culturale e artistica; si tratta di epoche storiche che hanno improntato la vita e la cultura calabrese, influenzando notevolmente la stessa organizzazione urbanistica degli abitanti. In verità ogni piccolo paese è capace di raccontare la storia millenaria della Calabria e, anche quando è solo il paesaggio naturale che attira i visitatori (grazie alla costruzione dell’Autostrada del Sole e alla migliorata ricettività alberghiera) essi non potranno fare a meno di ammirare, accanto alle bellezze naturali, le ricche testimonianze culturali presenti nei luoghi calabresi.
Notevoli attrattive offrono anche il folclore per la presenza di pittoreschi e ricchi costumi a Tiriolo e a Marcellinara (Catanzaro) ed anche a Vallelonga (Vibo Valentia); di usanze tradizionali come i riti matrimoniali di San Benedetto Ullano, Lungro, San.Demetrio Corone e Mongrassano (Cosenza).
Altri motivi di interesse sono offerti dalla presenza di vere e proprie isole linguistiche quali: l’albanese (Cosenza e Catanzaro) la greca (Reggio Calabria) e la valdese-alpina (Cosenza).

Anche l’artigianato popolare è tuttora vivo e lo testimoniano gli scialli di Tiriolo (CZ), i tessuti rustici di Nicastro (Lamezia Terme), i tappeti di San Giovanni in Fiore (CS), le ceramiche di Seminara (Reggio Calabria).

È proprio dal connubio tra le varie attività delle diverse popolazioni (ognuna con il proprio bagaglio culturale, le proprie tradizioni e la propria arte) e i meravigliosi paesaggi naturali che nasce la Calabria di oggi con i suoi tanti tesori da scoprire e con tutte le contraddizioni che si trova a dovere affrontare, al fine di valorizzare il suo ricchissimo patrimonio artistico, archeologico e naturale.

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